Tardo imperialismo di J.B.Foster

Traduzione di
Late Imperialism
Fifty Years After Harry Magdoff’s The Age of Imperialism
by John Bellamy Foster
https://monthlyreview.org/2019/07/01/late-imperialism/
Monthly Review 2019/7 n.71

Cinquant’anni dopo L’età dell’imperialismo di Harry Magdoff

di J.B.Foster

Monthly Review 2019/7 – (01 luglio 2019)

L’opera più influente sull’imperialismo rimane il classico studio di V. I. Lenin di un secolo fa, L’imperialismo: l’ultima fase del capitalismo (meglio conosciuto con il titolo datogli dopo la sua prima pubblicazione, L’imperialismo: la fase più alta del capitalismo).1 Lenin utilizzò il termine imperialismo moderno o semplicemente imperialismo per riferirsi all’epoca del capitale concentrato, durante la quale il mondo intero veniva smembrato dagli stati dirigenti e dalle loro corporazioni, distinguendo la fase imperialista dal colonialismo/imperialismo delle fasi mercantiliste e liberamente competitive del capitalismo che l’avevano preceduta. “La politica coloniale e l’imperialismo”, insisteva Lenin, “esistevano prima di quest’ultima fase [imperialista] del capitalismo, e anche prima del capitalismo”.2

La nuova fase imperialista, iniziata nell’ultimo quarto del diciannovesimo secolo e protrattasi fino al ventesimo secolo, è stata vista come un prodotto della crescita delle gigantesche imprese capitaliste con potere monopolistico, della stretta connessione forgiata tra queste corporazioni e gli stati-nazione in cui sono sorte, e della conseguente lotta per il controllo delle popolazioni e delle risorse del mondo, che ha portato alla competizione intercapitalista e alla guerra. “Se fosse necessario dare la definizione più sintetica possibile dell’imperialismo [come “fase speciale”]”, scriveva Lenin, “dovremmo dire che l’imperialismo è lo stadio monopolistico del capitalismo”.3

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MR 2024/1 50 anni dopo il Watergate

MR Maggio 2024 (Volume 76, Numero 1)
Magdoff e Paul M. Sweezy nel numero di maggio 1974, intitolato “Notes on Watergate: One Year Later”.
L’articolo ripercorre l’analisi che Magdoff e Sweezy fecero in piena espansione del capitalismo americano: il Watergate, benché annoverabile come episodio della lotta di classe tra capitalismi americani che si giocavano la supremazia planetaria viene colto dai due autori come un punto di svolta epocale della democrazia americana. Il saggio è importante anche per la lucidità con cui individua i limiti del capital imperialismo Usa:
1- la sconfitta in Vietnam segna la fine del mito dell’invincibilità
2- lo stato normale del capitalismo monopolistico è la stagnazione. Lo rende palese la prima grande recessione del secondo dopoguerra che ha innescato una tendenza alla stagnazione secolare, sempre più punteggiata da crisi finanziarie, che è continuata fino ad oggi.
Entrambi questi problemi – il declino dell’egemonia statunitense e la stagnazione economica (insieme al bacillo fascista) – sono al centro della crisi del capitale finanziario monopolistico di oggi.
3- i limiti ecologici del sistema di accumulazione del capitale: condannato alla forsennata produzione di merci e quindi di spazzatura condanna l’umanità all’estinzione

Monthly Review Volume 76, Numero 1 (maggio 2024)
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